i fili che tessono l’aria sono la trama del mondo
Sono il tessuto dell’universo lo sanno tutti quelli
che bevono troppo Gin per andare a mostrarsi
nella capitale ma piove a dirotto e si dissolve la
grana del profumo del cemento e il passo del tempo
somiglia al colore del vento e la tragedia sta appesa
al muro come il quadro della staccata infondo
al rettilineo ma chi conosce la verità ha troppa sete
adesso ho sonno e riempirò le mie mani di libera angoscia
eppure
eppure anche oggi ti voglio bene
Da che dipende?
Dal sapore del vento o
dal colore del cielo
dal rosso tramonto o
dal monte innevato
dal mare trasparente o
dalla tua anima che tutto ciò comprende

Un lampo bruno attraversa il solarium bande di azzurro bikini strisciano l'aria
Come nei rettili spicchio di pupilla registra il movimento dissolve la
narcosi da I- Pod Vasco non basta più Creatura da urlo lascia la porta aperta
e sul mondo frusta di capelli bagnati Scuote il capo diamanti volano via
fianchi braccia spalle occhi neri intrecciano una danza con l'aria e la
penombra La minuscola maglietta verde Kawasaki non ce la farà a coprire
La testa attraversa un arco e sul seno bagnato il colore scurisce Si china una
gonna jeans comincia a salire dondolano fianchi ruota la vita il busto piega
da un lato dall'altro sale lento un tessuto pesante non vuole nascondere
Un Hammond vibra su un ginocchio piegato il basso sincronizza il cuore
Springsteen si fa strada tra masse di neuroni arriva agli occhi gridano
limpidi taglienti I fiati girano intorno all'ombelico la chitarra
cola liquida su braccia fianchi cosce Un gemito di Bruce
crea zaino rosso l'aria si scosta Supplica un giro armonico in
tono minore Rimani Rimani Rimani Rimani Strazia la bacchetta sul rullante
mercoledì
le nubi lente
scoprono cime innevate
e il sole tiepido
scalda pensieri leggeri
Questa è una foto casualmente trovata navigando per il vasto oceano elettronico. Non sò nemmeno di chi sia, ma non si tratta di una foto qualunque e credo pertanto che vada riconosciuta al suo autore una riflessione sul significato di questa immagine.

Qualcuno è andato via. Anche se non necessariamente per un fatto tragico, qualcuno non c'è più.Si intravvede un altro ambiente infondo a sinistra tra le magnifiche ringhiere in ferro battuto della scala, e anche questo sembra vuoto, non frequentato. Quì davanti invece spicca la massa della tenda bianca come una vela gonfiata dal vento che una porta finestra lascia libero di entrare. Sembra una vela e come tale sottolinea il movimento, ma è proprio questo dinamismo a evidenziare l'immobilità di una assenza. L'ambiente è pulito, lindo elegante e queste sue qualità urlano che è vuoto per una mancanza improvvisa. L'inquadratura è leggermente inclinata a destra e questo dettaglio aggiunge un che di inquietante alla scena. Ma è il particolare dello specchio posto davanti a noi,all'altezza di chi guarda, ad imprimere il significato più profondo. E' posto al centro ottico della inquadratura per essere evidenziato. Anch'esso è fuori asse, ma la sua inclinazione è adesso drammatica. E' il punto centrale della raffigurazione ed è fuori dalla verticale, tutto pertanto in quella casa è fuori asse. Uno specchio non è un oggetto qualunque, esiste per mostrare, e questo mostra il vuoto, il nulla abitato, un nulla drammaticamente vissuto.